Originale e dissacrante, sospeso tra il cazzeggio autoriale e la satira politica: è Birmingham Ornament 2 (Birmingemskij ornament 2) Premio Speciale della Giuria CinemaXXI riservato ai lungometraggi.

Voto 8
Di fronte a Birmingham Ornament 2 (Birmingemskij ornament 2), Premio Speciale della Giuria CinemaXXI riservato ai lungometraggi, l'unico rammarico è non aver ancora visto il precedente lavoro dei russi Andrey Silvestrov e Yury Leiderman: il capostipite del progetto, Birmingham Ornament, era infatti passato a Venezia nel 2011. Ma sono bastati pochi frammenti del nuovo lungometraggio, per familiarizzare con una poetica originale e dissacrante, che pur rischiando di apparire a tratti ermetica sa incastonare, come gemme, quei "tableaux vivants" dotati di una spiazzante, icastica e multiforme vena corrosiva. Un procedere a metà strada tra il cazzeggio autoriale, la satira politica e il fraseggio ritmico adattato alle immagini. Ci prendiamo la libertà di definirlo "cazzeggio", poiché gli stessi autori si sono espressi più o meno così, a proiezione conclusa, nel commentare il proprio lavoro. Birmingham Ornament 2 è pervaso a ogni modo da un'ironia strisciante, che si manifesta tanto nei surreali dialoghi che nei testi delle parti musicali, in egual misura rappresentativi di un'attitudine libertaria, apertamente, sfacciatamente denigratoria nei confronti dei gangli del potere e dell'oppressione sociale che ne deriva; un qualcosa, quindi, che nella Russia autoritaria di Putin assume carattere rivelatore ed emblematico, senza farsi indebolire dai toni scherzosi dell'opera. I diversi quadretti allestiti dai due cineasti russi, sostenuti a livello produttivo da un'altra voce importante del cinema indipendente russo come Gleb Alejnikov, si susseguono in una partitura che continua ad aggiungere, per accumulo, sfaccettature nuove al discorso. All'inizio del film compare un coro tradizionale georgiano, che però non canta brani presi dal floklore, bensì una composizione originale in cui si allude alla fine violenta di alcuni dittatori. Qualcosa del genere fa un noto coro finlandese, dedito usualmente a curiose sperimentazioni vocali. Un apologo sul potere è quello immaginato nel futuro a Creta, con due personaggi che dialogano in riva al mare. Nel frattempo un pittore russo dislocato altrove continua a sciorinare significativi aneddoti e riflessioni sull'arte. Mentre ciò accade, vi è in Giappone un attore vestito da samurai, il magnifico Shinichi Watabe, che piega alle necessità di un testo difficile i canoni della tradizione teatrale nipponica. In uno dei siparietti più complessi a livello di stimoli culturali, ambientato in un appartamento sovietico degli anni '30, il poeta Mandel'stam e Kyuev dissertano coi loro amici intellettuali, in un clima surreale che ricorda il cosmismo e le avanguardie russe. Questo materiale così effervescente rischia quasi di implodere, sotto il peso delle molteplici e talvolta criptiche citazioni, ma una volta che il gioco viene a grande linee decifrato può assicurare una notevole soddisfazione, scansionabile in modi diversi: può prevalere una forma di consonanza intellettuale, in chi coglie l'arguzia di certi riferimenti, così come il divertimento puro di fronte alla surrealtà delle scene o di fronte al taglio goliardico (ma non per questo fatuo) dei siparietti musicali. Comunque la si veda, Birmingham Ornament 2 resta oggetto filmico di una densità e di una godibilità parimenti degne di nota.
Stefano Coccia Roma, 20 novembre 2013
Источник - http://clandestini2013.wordpress.com/2013/11/21/birmingham-ornament-2/

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