FESTIVAL DI ROMA 2013 - Birmingham Ornament 2, di Andrey Silvestrov e Yury Leiderman (CinemaXXI)

L'Ornamento è un piano di rottura disarticolato e profondo, un attacco deliberato alle abitudini consolidate della prassi e della visione. E nel momento in cui si entra in sintonia con la follia di questi tempi e modi, come per miracolo il film, questa "cosa" assurda, rinasce dalle proprie ceneri. Il Premio Speciale della Giuria CinemaXXI

birmingham ornament 2Seconda parte di un progetto avviato nel 2011, Birmingham Ornament 2 prosegue sulla strada della destrutturazione delle forme imposte dallo spettacolo dominante, contro la dittatura del buon senso. Un gioco di scomposizione che rimette gioiosamente in discussione il rapporto tra la pratica filmica e il potere.
Silvestrov e Leiderman confermano il loro disinteresse per la costruzione narrativa. Il cinema, ormai, non unisce e non dirige. Rimane allo stato di schegge, frammenti autoconclusivi, epperò in grado di espandersi e dar forma a un discorso complessivo, un totale che supera la semplice somma degli addendi. Birmingham Ornament (ma cos'è?) è proprio il risultato di questo doppio esercizio di analisi e sintesi, che, tra andate e ritorni, danno vita a un percorso a spirale.

Alla base c'è, ovviamente, la scrittura, che non è mai, però, la definizione di un racconto certo, chiuso, serrato, unico, ma un programma, una griglia di senso che si dipana in più direzioni. E queste traiettorie, dinanzi ai nostri occhi, sembrano allargarsi sempre di più, sino a perdere ogni contatto, ogni connessione logica. È il caos del non senso, quello che anima le azioni e i discorsi degli assurdi personaggi di Silvestrov e Leiderman: il pittore ebreo intento a dipingere Putin che cattura un pesce truccato da donna, un giapponese folle, i coristi georgiani e finlandesi, i teatranti moscoviti, un gruppo di ragazzi che fanno un picnic e intonano canzoni politiche, un "uomo ape" che ci parla da un improbabile futuro, a Creta, discettando sulle api e sulle formiche come esempi di sistemi politici, i poeti Mandelstam e Klyuev (entrambi vittime del regime) alle prese con un pittore d'icone. Tipi, prima ancora che figure concrete, fantasmi riesumati dal passato o dal presente dell'immaginazione. E ognuno di essi si fa portatore di un'idea, di una suggestione, di una direzione di percorso: la cultura ebraica e la pittura del Novecento, il rapporto dell'arte con il potere, le forme di governo e le prospettive rivoluzionarie... A far da unico collante, appare qua e la la canzone contro il dittatore ucciso, intonata dai georgiani. Ma è solo un tenue raccordo. A sostenere, in realtà, i frammenti, mantenendoli intorno a un'orbita di gravitazione, è la capacità di Silvestrov e Leiderman di tenere il ritmo della successione e degli interventi, quasi a costruire una partitura musicale di strumenti che si alternano e si accavallano. Prende, così, forma uno sguardo satirico disincantato ma complice, che dona un sottile movimento interiore all'apparente staticità dei quadri, alla metrica uniforme del loro susseguirsi. Quel che ne risulta è un piano di rottura disarticolato e profondo, un attacco deliberato alle abitudini consolidate della prassi e della visione, che sembra rifarsi, in spirito, alle avanguardie del Novecento, per interrogarsi sulle ragioni stesse del cinema, oggi. E nel momento in cui si entra in sintonia con la follia di questi tempi e modi, come per miracolo il film, questa "cosa" assurda, rinasce dalle proprie ceneri.

Источник - http://www.sentieriselvaggi.it/361/54677/FESTIVAL_DI_ROMA_2013_-_Birmingham_Ornament_2,_di_Andrey_Silvestrov_e_Yury_Leiderman_(CinemaXXI).htm

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